Auditorium Comunale

Posizionata in Piazza Sant’Agata, sorgeva la chiesa di Maria SS. degli Agonizzanti, ricostruita verso il 1840 dall'omonima confraternita. Adesso la chiesa è stata ristrutturata ed è diventata auditorium comunale e sede del Consiglio Comunale. All'interno si possono ammirare, al piano inferiore, delle "cripte" della Chiesa preesistente.

Palazzo Francesco Salamone

palazzo Salamone3In una posizione invidiabile in Piazza Francesco Salamone sorgono i ruderi del quattrocentesco palazzo della nobile famiglia Salamone, grandioso edificio in pietrame informe nel quale ebbe i natali Francesco Salamone (1478-1569) uomo d'arme, eroe della Disfida di Barletta. Una lapide sul lato est del castello datata febbraio 1903, ricorda i festeggiamenti del quattrocentenario della disfida di Barletta, festeggiamenti che ebbero la presenza di più di 5.000 persone.

palazzo

 

Ex Convento Padri Carmelitani

Attualmente l’ex convento ospita a piano terra il Museo etnoantropologico articolato in varie stanze e un ristorante, mentre a primo piano (corrispondente a piano terra dalla Piazza Carmine) si trovano ampie sale espositive per mostre e per l’eventuale museo diocesano degli ori e dei paramenti Sacri.

Chiesa dei Cappuccini

Nel 1500 nasceva la Chiesa di Santa Maria di Gesù, rifatta nel 1741 con il titolo di Santa Maria della Visitazione. Accanto sorgeva un edificio fondato dai Padri Cappuccini demolito nell’ottobre del 1973 perchè pericolante e poi espropriato dal Comune per l’ampliamento dell’attuale cimitero. Nel 1961 dopo il crollo delle mura fu rifatta in cemento armato. Da quell’anno custodendo la Statua di San Francesco la Chiesa viene detta Chiesa di San Francesco. Dal 1862 al 1864 vi dimorò Gioacchino la Lomia di Canicattì, noto e illustre predicatore, famoso per virtù e santità.

Chiesa Maria SS. Assunta

La Chiesa è dedicata a Maria SS. Assunta ed è anche la Chiesa Madre di Sutera. Fu fatta costruire intorno al 1374 da Giovanni III di Chiaramonte che nel 1366 era divenuto Barone di Sutera. Essa fu edificata sul luogo dove sorgeva la moschea araba, che si fa risalire all’875 circa. Allo scopo evidente di cancellare le tracce di un tempio pagano, il Barone fece abbattere la principale volta della moschea e fece costruire il nuovo edificio cristiano, incorporando in esso alcune strutture rimanenti. Quello che ci rimane oggi dell’antico tempio musulmano sono quattro nicchie in malta di gesso (fino agli anni cinquanta erano nove) prive di elementi decorativi e artistici, che sporgono da una parete intonacata. La chiesa madre è stata però quasi del tutto ricostruita verso la fine del 1500 e ha continuato, nel corso dei secoli, a subire modifiche e rimaneggiamenti che ne hanno inevitabilmente stravolto l’aspetto e lo stile originari. Il portale che orna l’ingresso laterale della Chiesa risale al 1600, è in pietra calcarea e riporta elementi decorativi di stile rinascimentale. L’edificio misura 27 metri di lunghezza e 16 di larghezza. E’ a tre navate, le volte a botte poggiano su 10 pilastri quadrangolari e sono ornate da stucchi in malta di gesso decorati in oro zecchino. Durante il corso dei secoli, l’edificio è stato spesso ristrutturato: sono stati aggiunti stucchi in malta di gesso, successivamente indorati, sono stati eseguiti lavori di consolidamento ai tetti, alle fondazioni, è stata rifatta la pavimentazione, ora in marmo.

Giro della Chiesa (in senso orario)

Fonte Battesimale,in marmo, molto antico del 1490-95.

Statua raffigurante San Calogero,in cartapesta realizzata agli inizi del ‘900.

Crocifisso,in legno del 1600.

Statua della Madonna Addolorata,in cartapesta del Guaeci di scuola Napoletana (acquistata nel 1901 grazie alla donazione di una devota suterese). Pur non essendo un’opera di pregio, è molto ammirata dai suteresi per la finezza dei lineamenti e la drammaticità dell’espressione; viene portata in processione il Venerdì Santo.

Statua di San Giuseppe, in legno, del 1600. E' sistemata in un’artistica custodia in legno scolpito e dorato, di stile tardo barocco.

In testa alla navata centrale

Quadro raffigurante l'Assunzione di Maria al Cielo. Anche questa tela è stata attribuita al Rugeri. Vi si vede la Madonna in alto in mezzo alle nuvole, circondata da angioletti, che viene assunta in cielo mentre un angelo scende verso di lei. In basso, gli apostoli vagamente raggruppati, esprimono lo stupore per aver trovato il sepolcro vuoto. L’opera è molto pregevole per l’esecuzione, i colori e l’espressione dei visi (è stata restaurata nel 1980).

Sicuramente degna di attenzione è la Cappella intitolata al SS. Sacramento, risalente alla fine del 1700, fatta di marmi multicolori e delicati decori, di stile quasi barocco; in particolare al centro spicca il Tronetto che è composto da 6 colonnine con capitelli corinzi disposti a semicerchio; più in basso, le coppie di angeli in marmo bianco, l’altare e la balaustra. Ai lati della cappella sono rappresentati, in bassorilievo, Mose’ e il Buon Pastore; ai lati dell’ altare, ripetuto per 2 volte, lo stemma del Sac. Girolamo Majorana; in alto, tre pitture su zinco rappresentanti altrettanti episodi biblici: 1) il sacrificio di Isacco; 2) l’entrata di Gesù in Gerusalemme; 3) Gesù al pozzo con la Samaritana.

Sul pavimento, di fronte alla cappella vi è la Lapide in marmo della sepoltura del Sac. Bellavia, recante lo stemma della sua nobile famiglia, un’iscrizione in latino e l’anno 1696.

Statua di Sant' Isidoro, in legno. Risale al 1600 di scuola Napoletana.

Gruppo statuario della Madonna del Rosario con la statua di San Domenico in legno, di scuola Napoletana del 1600.

Statua della Madonna Assunta dormiente. Questa statua ha due particolarità: la testa, le mani e i piedi sono in cera; il simulacro indossa una lussuosa veste donata dalla Regina Maria Cristina di Savoia. La veste, ormai tarlata e in cattive condizioni, è stata rimessa a nuovo nel 1978 riproducendo esattamente i sontuosi ricami in oro zecchino di quella originaria.

Statua raffigurante Santa Rita, in legno.

L'Organo è' un’opera artigianale del 1600.

Chiesa Maria SS. del Carmelo

La chiesa sorge nel rione Rabatello ed è dedicata alla Madonna del Carmelo che è stata proclamata Patrona di Sutera; è un edificio dalle linee classiche e semplici. Non conosciamo con esattezza il periodo in cui venne edificata la costruzione originaria: secondo alcuni risalirebbe al 1185 ad opera dei Padri Carmelitani Gerosolomitani che ampliarono la già esistente chiesetta dell'Annunziata dedicandola a Maria SS. del Monte Carmelo e fondarono contemporaneamente un loro convento in contrada Santa Croce, non lontano dal centro abitato. Ma questa data è ritenuta poco attendibile perché troppo antica: se si considera infatti che l'Ordine dei Carmelitani fu fondato in Palestina da Bertoldo di Calabria intorno al 1155, appare poco probabile che solo 25 anni dopo essi potessero già essere giunti nel cuore della Sicilia ad edificare un convento ed una chiesa. E' più verosimile che questo avvenisse dopo il 1238. Sappiamo, infatti che i Carmelitani furono cacciati dalla Palestina proprio nel 1238 e che da quel momento si diffusero in tutta Europa. Secondo altri l'impianto originario risalirebbe al 1500 e sarebbe stato rimaneggiato e trasformato agli inizi del 1700. Quello che è certo è che la chiesa è stata quasi del tutto ricostruita tra il 1934 e 1936. I Carmelitani di Sutera si spostarono dal primitivo cenobio in contrada S. Croce nei locali annessi alla Chiesa del Carmelo probabilmente verso la metà del 1600. Il portale della chiesa è a sesto acuto ed è formato da un architrave di pietra e da colonnette di stile arabo che, pare, provengano dalla vecchia moschea del Rabato. Il portale è sormontato da 3 stemmi: il primo, a sinistra , rappresenta la città di Sutera; quello al centro rappresenta le armi del re di Aragona del dominio Angioino; infine, lo stemma sulla destra rappresenta le armi del regno di Sicilia sotto gli Aragonesi (un’aquila al semivolo).

Giro della chiesa (in senso orario)

Acquasantiera in marmo. Porta scolpita una mezza luna e l'iscrizione: ”AVE MARIA GRATIA PLENA 1562”.

Quadro della Buona Morte. Tela di Fra Felice da Sambuca.

Quadro della Cattiva Morte. Tela di Fra Felice da Sambuca.

Quadro rappresentante Santa Rosalia con San Nicola di Bari e San Liborio. E' una tela probabilmente del 1700. Restaurata nel 1984 dal Di Fede.

Statua della Madonna Immacolata, in legno. Scolpita dal palermitano Andrea Bisagna nel 1696. La figura della Vergine indossa un mantello dorato con decorazioni. L’opera è pregevole per l’artistica bellezza, per la dolcezza del viso e per l’armoniosa proporzione fra le parti. Nel 1804 venne trasferita in questa chiesa dalla chiesa dei Padri Conventuali che si trovava nel rione Giardinello, perché l'edificio era pericolante. E’ stata da poco restaurata.

Statua del SS. Crocifisso. E’ un’opera in legno di autore ignoto. Attorno, in alcune nicchie, sono conservati tanti ossicini di Santi con i nomi ai quali appartengono.

Gruppo statuario dell’Annunciazione. Opera in legno di autore ignoto.

Quadro rappresentante l'episodio evengelico della Cena di Emmaus

Navata centrale

Statua della Madonna del Carmelo. Opera in legno della fine del 1500 insieme a San Simone Stok.

Quadro raffigurante la Madonna del Carmelo con Sant'Angelo e Sant'Alberto. E' una tela del 1514, di autore ignoto. Vi si vede la Vergine che porge lo scapolare dell'Ordine a San Simone Stock.

Nella cappella della navata destra

Statua della Madonna del Soccorso. Opera in marmo bianco, alta 1,80 m. Alla base reca scolpito lo stemma della famiglia Salomone retto da due puttini e la scritta “Sancta Maria de lu succurso 1503” (in numeri romani). Fu fatta eseguire per voto da Francesco Salomone che era ritornato dalla Disfida di Barletta. Prima di essere sistemata in questa chiesa, la statua rimase fino al 1640 nella cappella del palazzo dell’eroe. La tradizione l’ha da sempre attribuita ad Antonello Gagini, ma da testimonianze acquisite recentemente, si è appreso che è opera del palermitano Bartolomeo Berrettari.

Parete sinistra

Stemma in gesso della famiglia Salomone. Sotto: un sarcofago che non porta nessuna iscrizione, ma solo in alto uno stemma dei Salomone. Si ritiene che fosse stato scolpito per accogliere i resti mortali di Francesco Salomone e non essendosi poi attuata tale destinazione, è rimasto vuoto.

Parete destra

Stemma dei Salomone (in marmo). Sotto: un sarcofago di marmo e porfido. E’ in stile barocco e contiene i resti mortali di una nobildonna, Eleonora Lo Presti, imparentata per matrimonio con il Salomone; sarebbe morta intorno al 1652, dopo esserle scomparsi tre figli ed una figlia, le cui iscrizioni lapidarie sono incise ai lati di un grande marmo posto sul pavimento della cappella. Il marito di Donna Eleonora fu Don Antonino Salomone, ultimo della famiglia, scomparve nel 1658 e la sua epigrafe si trova al centro della grande lapide.

Quadro di S. Filomena. E’ un dipinto di Carmelo Mastrosimone del 1842.

Statua di San Giuseppe col Bambino Gesù. Opera in legno di autore ignoto, molto antica.

Quadro di Santa Teresa del Bambin Gesù. Di autore ed epoca sconosciuti.

Quadro della Madonna dei Cuori attribuita a Mastrosimone di Fra Felice da Sambuca.

Chiesa San Giovanni Battista

La Chiesa di san Giovanni Battista sorge in Piazza Roma, incorporata all’ex Istituto Maria SS. del Carmelo delle Suore Francescane. L’edificio è stato costruito ex novo nel 1971 sull’area di quello preesistente. Del vecchio edificio, non si conosce la data precisa della sua fondazione anche se da alcuni autori si evince che la Chiesa fu costruita intorno al 1650.

Chiesa Sant'Agata

La Chiesa, situata nella piazza San’Agata, è dedicata a Sant'Agata. L'impianto originario risale al 1400 ed è di stile romanico. La chiesa è stata però quasi del tutto ricostruita nella seconda metà del 1700 e al sobrio prospetto principale è stata affiancata una più recente torre campanaria da poco ristrutturata. L'interno è a tre navate: quella centrale è a botte, molto profonda, mentre quelle laterali sono a crociera e poggiano su colonne cilindriche, rivestite da un intonaco speciale stile marmo porfido e ornate da capitelli in pietra uno diverso dall'altro. L'interno della chiesa è stato recentemente oggetto di una importante opera di ristrutturazione realizzata secondo le direttive della competente Sovrintendenza di Caltanissetta, la quale ha inteso ripristinare il colore preesistente delle volte, il blu "azolo", che nel corso della seconda metà del secolo scorso era stato coperto da decorazioni di colore diverso. All'interno dell'edificio sono custoditi numerosi quadri e statue, molti provenienti da chiese che oggi non esistono più o che sono state adibite, dopo opportuni interventi, ad usi diversi, come la Chiesa di Maria SS. degli Agonizzanti che si affaccia sulla stessa Piazza Sant’Agata ed è diventata un centro polivalente.

chiesa santagata interno2

I Quadri e le Statue sono:

Statua di San Biagio Vescovo e martire, in legno, inizi ‘900.

Fonte battesimalein marmo del 1400.

Statua di San Giovanni Bosco, in legno, di epoca recente.

Statua di San Pasquale Baylon, in legno, di Scuola Napoletana.

Statua di Gesù Crocifisso, in legno, fine 1500 della Scuola dei Matinati. Per tradizione, si dice essere stato trovato in C.da Amorelli, nel territorio di Milena. (Ai lati del Crocifisso) (a sinistra) Quadro della Vergine Addolorata - (a destra) Quadro raffigurante Santa Margherita da Cortona. Porta l'iscrizione "Mr Joseph Bonfanti 1615" .

madonna delle grazieStatua della Madonna delle Grazie, in marmo. Secondo lo studioso Lavagnino, si tratta di una delle tante madonne scolpite in Sicilia da maestranze lombarde nel 1495 da Antonio Vanella sul modello della trecentesca madonna di Trapani. La veste e il manto della Vergine, che ha un piede poggiato sulla mezzaluna,sono cosparsi di fiorellini dorati mentre sul piedistallo sono scolpite , in rilievo, alcune figurette che rappresentano la Madonna, San Vito e San Paolino e quattro confrati. Il Bambino Gesù ha i piedi calzati da sandali e con la mano sinistra regge una mela.

(Cappella navata sinistra)

Statua della Madonna del Rosario con San Domenico, in legno, di scuola Napoletana. (In alto) Quindici quadri, sui quali sono riprodotti i misteri del Rosario. In origine si trovavano nella ex Chiesa della Maria Santissima degli Agonizzanti.

Quadro rappresentante la Madonna degli Agonizzanti, del 1600, attribuita a Pietro D'Asaro, detto il Monocolo di Racalmuto. In origine si trovava nella ex Chiesa della Maria Santissima degli Agonizzanti.

(Navata centrale, a sinistra)

Statua di Sant'Agata, in legno fine 1500.

(Navata centrale, al centro)

Statua della Madonna del Monte, in legno, attribuita al Quattrocchi.

(Navata centrale, a destra)

Statua di Santa Lucia in legno, del 1907 sostituita quella più antica del 1500 che era molto deteriorata.

(All'interno del Coro)

Diciotto stalli in legno di noce scolpito, del 1600 di Marco Lo Cascio. Di stile barocco intagliati, sono decorati nella spalliera da fregi floreali mentre i braccioli e i piedi sono ricurvi e decorati con intagli. In origine si trovavano nel vicino convento delle suore Benedettine.

(Sul pavimento vicino all'altare)

Si possono vedere alcune Lapidi dalle quali si deduce che parecchie famiglie dell'antica nobiltà suterese sono state sepolte all'interno della chiesa, fra cui, ultima, la famiglia De Carlo.

(Cappella navata destra)

Statua di San Sebastiano, in legno,del 1593, di Marco Lo Cascio. Il Santo è raffigurato seminudo, legato ad un tronco con le braccia dietro la schiena ed ha tutto il corpo trafitto dalle frecce a ricordare il momento del suo martirio, che avvenne durante le persecuzioni di Diocleziano.

Quadro che raffigura Sant'Onofrio Anacoreta, di autore ignoti del 1743.

Statua del Cuore di Gesù, in cartapesta, situata in un tronetto.

Statua di Sant'Antonio di Padova, in legno, di epoca recente.

Statua di San Giuseppe lavoratore, in legno, di autore ignoto. E' stata restaurata dallo scultore Calogero Gardella di Agrigento nel 1904.

Statua di Sant'Antonio Abate, in legno, del 1700, attribuita al Quattrocchi.

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