Visita guidata 2

 

tela madonna agonizzantiAll'interno della chiesa Sant'Agata, a triplice nave, l'impianto architettonico si esalta nei vibrati ritmi delle grandi arcate innalzate su eleganti colonne.
Nel coro si osservano pregevoli stalli lignei scolpiti appartenuti alle Benedettine, quivi insediatesi al tempo del loro trasferimento nel 1727 nel vicino convento; le grandi tele alle pareti raffiguranti S. Onofrio anacoreta e la Madonna degli Agonizzanti si attribuiscono a Pietro d'Asaro; conserva la cappella del Sacramento una insolita tela della Madonna degli Innocenti di un giovane Mariano Rossi (metà XVIII sec.); nell'aula si segnalano le seicentesche tele della Madonna degli Angeli e della Madonna della Catena e una aurata statua marmorea della Madonna delle Grazie, fascinoso prodotto di maestri lombardi operanti nel '400 in Sicilia.
 
 
Madonna degli Agonizzanti
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Visita guidata

comune

Centro della vita di relazione, la Piazza Sant'Agata (Ex Piazza Umberto I),riflette sull'ordinata trama del selciato la geometrica presenza del Municipio con il severo impianto romanico della Chiesa Sant'Agata

Il percorso all'interno della realtà ambientale di Sutera prende le mosse da piazza Sant'Agata, alla quale agevolmente si perviene da piazza della Rinascita; ed è in piazza Sant'Agata (Ex piazza Umberto I), che il visitatore consegue la prima accogliente immagine di uno scenario urbano dalle articolate prospettive: da un lato l'aereo belvedere apre la visuale sull'ampio panorama della Valle; impone sull'altro lato della piazza la propria solida volumetria la quattrocentesca chiesa di S. Agata in stridente contrasto con la geometrica razionalità del Municipio (rifacimento di un antico convento di Benedettine), con esso dominando l'ambiente urbano nel sito in cui la piccola quotidianità si celebra come su un palcoscenico negli incontri e nei fatti della vita di relazione.         chiesa sant'agata

La facciata della Chiesa Sant'Agata
con la Scalinata a tribuna e accanto
il suo Campanile

interno chiesa sant'agata

 

 

 

L'interno della chiesa di S. Agata ha vivaci
risonanze di strutture e d'ornati che articolano
il solido ordine statico, animato dalla fuga
delle grandi arcate sul duplice colonnato.

 

 

 

 Arriving from Piazza della Rinascita, the tour of the heart of Sutera starts from Piazza Sant’Agata (Saint Agata Square). From Piazza Sant’Agata (originally Piazza Umberto I), the visitor has the first impression of an enchanting scenario: on one side is the panoramic view of the Valley; on the other stands the impressive Church of Saint Agata, which was built in the XV century and is in stark contrast with the more geometric Town Hall (remake of an old Convent of Benedictine Nuns). Both these architectural gems are an essential part of the daily life of the local population.

 

Notizie storiche 3

Territorio strategico, dunque, per chiunque volesse controllare la via comiciana, quel percorso tortuoso che, costeggiando, a tratti le rocce di monte Conca e Cimò, a tratti il fiume Platani, da Girgenti portava alla capitale dell'isola. Sulla vetta della Rocca, di quell'amba africana come la definì nel 1910 il professore Giovanni Lorenzoni, sorse, allora, il castello: "i dammusi", la neviera, le prigioni.

la iacca

Ecco la "jacca" o "Rocca Spaccata": una leggenda vuole che a spaccare in due questa rocca sia stata una scossa di terremoto accaduta quando Cristo spirò sulla Croce.

pizzo san marco

San Marco visto da sotto con le sue frastagliate rocce è meta di visitatori che possono arrivare fino in cima al cosidetto "Scifazzu"

 

 

 Da quella postazione infatti, si osservava ogni luogo, ogni movimento del vastissimo territorio circostante.
Il castello di Mussomeli, il torrione dei Gibellini, la Sera del Palco, il Passo "funnutu", il mare di Agrigento, la rocca di Bastiglia, il monte Cammarata, si potevano raggiungere velocemente con uno sguardo, si potevano toccare, idealmente, con una mano.
Ad occidente si vedeva nitida e vicina Castrogiovanni.
Nelle giornate serene, più in là, sullo sfondo, il vulcano fumante l'Etna... il Mongibello.
Fu quello il motivo prioritario che ne determinò la demanialità, l'appartenenza alla Regia Corona. Fu quella la prerogativa che oppose, negli anni successivi, le nobili famiglie suteresi agli occasionali conti e baroni che per brevi periodi ne ebbero il possesso.
Il 21 febbraio del 1397 dopo essere appartenuta a Guglielmo Raimondo di Montecateno, venne "ad demanium reducta", per volontà del re Martino "perché un re deve, sempre, accondiscendere alle richieste dei suoi fedeli" punendo chi si macchia di fellonia e lesa maestà. Venduta e riscattata anche negli anni succesivi, la Vecchia Signora del Vallone, si vide attorniata, tra gli inizi del '500 e la fine del '600, da nuovi centri abitati che sorsero come funghi per incentivare l'agricoltura, unica fonte di reddito della nuova nobiltà contadina assenteista. Sutera, in quegli anni, divenne centro amministrativo e religioso della Val di Mazzara; fu sede di notai, di funzionari, militari, conventi e chiese.
All'inizio del settecento il suo declino divenne inarrestabile un po' per la rissosità della sua nobiltà minore, un po' per la progressione di Mussomeli con i fertili e ben amministrati feudi degli onnipotenti Lanza. La crisi dell'agricoltura tradizionale con la rivoluzione industriale, i nuovi assetti istituzionali scarsamente rispondenti alle necessità di territori difficili e diffidenti, l'emigrazione agli inizi del '900, nel primo e nel secondo dopoguerra, l'attuale invecchiamento della popolazione hanno decretato un progressivo calo demografico. Ma proprio in questo contesto che i suteresi hanno voluto ridare lustro al proprio paese scommettendo su una risorsa che non sembra più un utopia: il turismo. Dal dicembre del 2013 Sutera fa parte del circuito turistico de "I Borghi più Belli d'Italia"

Notizie storiche 2

pizzo san marcoDi fronte al paese, le dentate creste della rocca di San Marco e il massiccio profilo di Donnibbesi con le loro misteriose asperità su un territorio segnato dalla Storia antica

Sutera è stata la salvezza della Sicilia ripete la gente, all'unisono, traducendo dal greco e adattando ad ogni fenomeno storico o naturale, l'etimo della denominazione, Sòteira.
Sutera è stata la salvezza delle popolazioni che abitavano le sponde del fiume salato "Alikos", quando nella località denominata Raffe, i pacifici coloni che coltivavano il lino, furono soggetti alle incursioni dei barbari (o barbaroi) che dal mare, con imbarcazioni leggere, dalla foce di Minoa, penetravano nell'interno del territorio, per razziare. Sutera è stata la salvezza dal cataclisma, ripetono ancora, da quell'implosione di fango, che ha sprofondato, come Atlantide, nelle viscere della terra, la mitica capitale della Sikania.
 

affresco bizantinoTraccia di alcuni affreschi sacri, di età bizantina, che decorano un piccolo oratorio rupestre sopravvissuto sulla rocca di San Marco.

E nell'esplicazione dell'etimo la gente si gongola di orgoglio. Si pavoneggia. Perché i suteresi, nella loro tranquillità, sono orgogliosi, fieri, e, molto spesso, vanitosi.
Hanno anche uno spiccato senso della dignità.
Guai ad offenderli o ad oltraggiarli...
Come ai tempi dei greci, presentano immediatamente l'ostracismo. Neanche la Mafia, ubiquitaria mala pianta siciliana, è riuscita, caso più unico che raro, ad attecchire in questo comune. Mai i suteresi sono stati conniventi ed omertosi. Mai si sono lasciati abbindolare dal "fascino" del crimine.
"Ingens ac subtilissima civitas" era l'attributo identificativo dell'antica città regia. Città ingente e abbondante, pur essendo piccola. "Tempore famis subsidium Sotera" riportava una epigrafe marmorea che fino a metà dell'ottocento stette affissa alla parete della chiesa di Sant'Agata, proprio a ricordare il sostegno solidale che la città aveva dato all'isola nelle calamità e nelle carestie. Il geografo Arabo Al Idrisi nella descrizione dei percorsi della Sicilia, nel libro di Ruggero, attribuiva a Sutera, una enorme importanza, sia dal punto di vista economico che come referente di orientamento. "A tramontana di Gardutah giace Sutir, circondato da ogni banda dalle montagne, popoloso, industrie, frequentato, di passaggio da chi va e viene".

Sutera (salvation) has “saved” Sicily, as people say, by translating literally the name from the old Greek (Sòteira) and adapting it to all natural or historical events. Sutera offered an escape for the population who lived on the sides of the river “Alikos” in an area named Raffe, at the time when peaceful settlers were cultivating flax and were attacked by barbarians (barbaroi) who came by sea on their light boats from the mouth of Minoa to raid the territory. Again, Sutera has been the salvation from the tragic implosion of mud which sucked deep into the ground the legendary capital of Sikania, in the same way that Atlantis disappeared. While explaining the etymology of the name, people are full of pride. They strut about it. The Suteresi are calm people but also proud and vain. It would be a great mistake to offend them or show them a lack of respect…. As in the time of the Greeks there is still ostracism. Not even the Mafia, the bad weed which rooted elsewhere, has been able to penetrate this land. The Sutereses have never been cooperative or “omertosi” (silent) about it. They have never been attracted by the sick charm of crime. Inges ac subtilissima civitas: this was the ancient definition of the royal town, both great and opulent, despite being small. “Tempore famis subsidium Sotera”, were the words engraved on a marble plaque on the wall of Saint Agata’s church until the middle of the nineteenth century to serve as a reminder of the support given by the town to the island during difficult times and famine. The Arabic geographer Al Idrisi in his description of various routes in Sicily, in the Ruggero’s book, gave Sutera an enormous importance from an economic point of view and as for its position. “On the North side of Gardutah sits Sutir, surrounded on every side by mountains, highly populated, busy, used as a passage by voyagers who come and go”.

 

 

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Statuto - titolo7

Titolo VII

 

DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE

 

Articolo 85

 

Interpretazione

 

Lo Statuto Comunale è una fonte di diritto con caratteristiche proprie, pertanto la norma statutaria può essere interpretata secondo i principi di legge ordinaria, ma non può essere integrata in via analogica.

Spetta al Consiglio Comunale l’interpretazione autentica delle norme statutarie e regolamentari.

Al Sindaco e alla Giunta quella relativa agli atti di loro competenza, mentre compete al Segretario Comunale l'emanazione di circolari o direttive per l’applicazione delle disposizioni statutarie o regolamentari da parte degli uffici.

 

 

Articolo 86

 

Rinvio

 

Lo Statuto Comunale legittima l’attività dell’ente e le disposizioni in esso contenute hanno efficacia di norma giuridica.

Le disposizioni contenute nel presente Statuto non possono essere derogate dai regolamenti, né da parte di atti di altri enti o di organi della pubblica amministrazione.

Per tutto ciò che non è previsto nel presente Statuto si rinvia alle norme del codice civile, alla legge n. 142/90 cosi come recepita dalla regione siciliana, all’ordinamento finanziario e contabile contenuto nel decreto legislativo 267/2000 e alle leggi regionali in materia, nonché alle disposizioni contenute nell’Ordinamento degli enti locali vigente in Sicilia.

 

 

Articolo 87

 

Adozione e adeguamento dei regolamenti

 

I regolamenti di attuazione dello Statuto Comunale sono adottati entro il termine di un anno dall’entrata in vigore dello stesso, ed elaborati, nel rispetto di quanto contenuto nello Statuto ed in armonia con le leggi vigenti.

I principi statutari anche se rinviano per la disciplina di dettaglio a norme regolamentari, sono comunque immediatamente applicabili.

Le norme contenute nei regolamenti vigenti devono essere adeguate alle norme statutarie, entro sei mesi dalla sua entrata in vigore.

Sino all’entrata in vigore dei regolamenti di cui al comma precedente, si applicano le norme dei regolamenti vigenti alla data di entrata in vigore dello Statuto, in quanto col medesimo compatibili.

 

 

Articolo 88

 

Pubblicità dello Statuto

 

Il presente Statuto, oltre ad essere pubblicato, secondo le modalità stabilite dalla legge regionale vigente, deve essere divulgato nell'ambito della cittadinanza con ogni possibile mezzo per assicurarne la piena conoscenza.

E’ inserito nella raccolta ufficiale dei regolamenti, deve essere tenuto a disposizione del pubblico, ai sensi dell'articolo 198 del vigente Ordinamento EE.LL., e la visione è consentita a qualunque cittadino a semplice richiesta e senza alcuna formalità; può essere rilasciata copia informale previo rimborso del costo di riproduzione.

Inoltre copia sarà consegnata ai Consiglieri , ai dirigenti, all’organo di revisione e agli altri organi del comune, mentre altra copia sarà depositata all’U.R.P. a disposizione di chiunque ne faccia richiesta

 

 

Articolo 89

 

Entrata in vigore

 

Il presente Statuto, ad avvenuta esecutività della delibera consiliare di approvazione, entra in vigore decorsi trenta giorni dalla sua pubblicazione all’albo pretorio dell’ente.

Copia del presente Statuto è trasmessa all’ufficio per la raccolta e la conservazione degli statuti dei comuni e delle province regionali, istituito presso l’Assessorato regionale degli enti locali il quale, a sua volta, provvede a trasmetterne copia al Ministero dell’interno.

Statuto - titolo6

Titolo VI

 

ISTITUTI DI PARTECIPAZIONE

 

Consultazione, partecipazione, accesso

 

 

Articolo 71

 

Partecipazione popolare

 

Il Comune informa la propria attività ai principi della partecipazione dei cittadini, sia singoli che associati, per assicurare il buon andamento, l’imparzialità e la trasparenza dell’azione amministrativa.

A tal fine il Comune promuove:

a) organismi di partecipazione dei cittadini nell’amministrazione locale;

b) il collegamento dei propri organi con gli organismi di partecipazione;

c) forme di consultazione su problemi specifici sottoposti all’esame degli organi comunali;

Con apposito regolamento è stabilita la disciplina, la forma ed i termini delle predette partecipazioni, l’esercizio del diritto di udienza, la presentazione di petizione e proposte e l’utilizzo di appositi servizi o strutture da parte delle libere associazioni.

 

 

Articolo 72

 

Il diritto di udienza

 

Ai cittadini, agli organismi di partecipazione ed alle libere associazioni è riconosciuta la partecipazione all’attività del Comune oltre che nelle forme previste dai successivi articoli, anche attraverso l’esercizio del diritto di udienza, come una forma diretta e semplificata di tutela degli interessi della collettività.

L’udienza deve essere richiesta per iscritto con l’indicazione dell’oggetto e deve avere luogo entro 30 giorni dalla ricezione della richiesta.

Dello svolgimento dell’udienza dovrà essere redatto apposito verbale che sarà inserito nel relativo fascicolo e richiamato in tutte le successive fasi del procedimento.

I Cittadini, enti o associazioni possono chiedere di essere sentiti dal Sindaco, dalla giunta, dal Consiglio Comunale, dal Segretario Comunale, dal direttore generale e dai funzionari responsabili degli uffici e dei servizi, in relazione alle rispettive competenze, per esporre eventuali problemi.

Saranno pubblicizzati luoghi, tempi e modi del ricevimento dei cittadini singoli o associati.

Ogni soggetto che si ritenga leso da un provvedimento amministrativo può, nell’esercizio del diritto di udienza o per iscritto proporre reclamo all'organo che lo ha emanato, richiedendone la riforma, la revoca o l'annullamento, e chiedendo di essere sentito.

L'organo competente è tenuto a sentire il richiedente e a motivare il mancato accoglimento del reclamo.

 

 

Articolo 73

 

Istanze e Petizioni

 

La partecipazione popolare all’azione amministrativa è consentita anche con la presentazione, da parte dei cittadini singoli o associati, di istanze e petizioni per sollecitare l’intervento in questioni di interesse generale.

Come previsto dall’apposito regolamento, le istanze e le petizioni, di cui ai successivi commi, vanno presentate per iscritto:

a) istanze – per sollecitare informazioni, chiarimenti o provvedimenti su questioni di carattere specifico;

b) petizioni – per sollecitare informazioni, chiarimenti o interventi su questioni di carattere generale;

Alle istanze e alle petizioni dovranno essere fornite dal Sindaco risposte entro 30 giorni e, nel caso comportino l’adozione di specifici provvedimenti, l’organo competente dovrà provvedervi entro i termini pevisti per l’adozione di ciascun provvedimento, qualora il Sindaco non abbia rigettata la richiesta con risposta motivata.

Il regolamento determina la procedura, i tempi, le forme di pubblicità, e l’assegnazione all’organo competente, il quale procede nell’esame e predispone la risposta o le eventuali modalità di intervento del Comune sulla questione sollevata.

Se il termine previsto dai precedenti commi non è rispettato, ciascun Consigliere può sollevare la questione in Consiglio, chiedendo ragione al Sindaco del ritardo o provocando una discussione sul contenuto della petizione o istanza.

Il Presidente del Consiglio è tenuto a porre la questione all’ordine del giorno della prima seduta del Consiglio.

 

 

Articolo 74

 

Proposte ed iniziative popolari

 

I cittadini, nel numero non inferiore al 5% della popolazione elettorale, anche facenti parte di associazioni, comitati, organismi vari possono avanzare proposte articolate per l’adozione di atti amministrativi che il Sindaco trasmette nei venti giorni successivi all’organo competente, corredate dal parere del responsabile dei servizi interessati, nonché dell’attestazione relativa alla copertura finanziaria.

La proposta, presentata e sottoscritta secondo le modalità e la procedura prevista dall’apposito regolamento, dovrà essere redatta sotto forma di proposta di deliberazione con l’indicazione dei riferimenti normativi, delle finalità, dei motivi e con l’indicazione della eventuale spesa e del suo finanziamento.

L’organo competente può sentire i proponenti dell’iniziativa entro trenta giorni dalla presentazione della proposta.

L’iniziativa popolare non può avere ad oggetto le materie inerenti:

a) elezioni, nomine, designazioni, revoche, decadenze ed alla disciplina giuridica ed economica del personale;

b) atti regolamentari interni ed i provvedimenti relativi all’applicazione di tributi e a delibere di bilancio;

c) espropriazioni e attività amministrativa vincolata.

Il Comune agevola le procedure e fornisce gli strumenti per l’esercizio del diritto di iniziativa. A tal fine, i promotori della proposta possono chiedere al Sindaco di essere assistiti, nella redazione del progetto, dagli uffici della segreteria Comunale.

 

 

Articolo 75

 

Diritto di accesso e di informazione

 

Al fine di assicurare la trasparenza e l’imparzialità dell’attività amministrativa è garantito ai cittadini, singoli o associati, per la tutela di situazioni giuridiche soggettive o di interessi diffusi, il diritto di accesso ai documenti amministrativi del Comune nonché degli enti e aziende dipendenti, secondo quanto previsto dalle norme della legge n. 241/90 e dalla legge regionale n. 10/91 e dallo specifico regolamento Comunale.

Tutti gli atti dell’amministrazione Comunale sono accessibili, ad eccezione di quelli coperti da segreto o divieto di divulgazione per espressa previsione di norme giuridiche o per effetto di temporanea e motivata dichiarazione del Sindaco che ne vieti l’esibizione, conformemente a quanto previsto dal regolamento, in quanto la loro diffusione possa pregiudicare il diritto alla riservatezza delle persone o delle imprese.

Anche in presenza del diritto di riservatezza, il Sindaco deve garantire, ai soggetti interessati, la visione degli atti relativi ai precedenti amministrativi la cui conoscenza sia necessaria per curare o difendere i loro interessi giuridici.

Il diritto di accesso si esercita mediante esame ed estrazione di copia dei documenti amministrativi, nei modi e con i limiti indicati dal regolamento.

L’esame dei documenti è gratuito, mentre il rilascio di copia è subordinato soltanto al rimborso del costo di riproduzione, salve le vigenti disposizioni in materia di bollo, nonché alla corresponsione dei diritti di ricerca.

Le aziende e gli enti dipendenti dal Comune hanno l’obbligo di uniformare la loro attività a tali principi.

Al fine di garantire la più ampia diffusione degli atti comunali e per raccogliere informazioni, segnalazioni, reclami, etc., è istituito l’Ufficio Relazioni con il Pubblico, che sarà attivato con provvedimento sindacale che ne disciplinerà il funzionamento secondo i principi e le modalità previste dal decreto legislativo n. 29/93 e dalla direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’11 ottobre 1994, utilizzando personale con idonea qualificazione e capacità.

Il notiziario ufficiale, alla cui redazione possono partecipare, anche in affidamento di servizio, esponenti delle formazioni sociali operanti nel territorio, deve contenere gli atti a tal fine indicati nel regolamento.

In ogni caso deve contenere tutte quelle notizie utili per agevolare le procedure e rendere edotti i cittadini delle variazioni intervenute per legge o regolamento e le principali informazioni su:

  1. i dati di natura economica attinenti alle scelte di programmazione e di utilizzo delle risorse;

  2. l’oggetto deliberazioni del Consiglio e della Giunta e delle ordinanze sindacali;

  3. licenze, concessioni, provvedimenti del Sindaco e degli Assessori;

  4. notizie riguardanti gare, appalti e concorsi;

  5. i criteri e le modalità per la concessione di strutture, beni strumentali, contributi o servizi alle associazioni.

 

 

Articolo 76

 

Associazionismo e partecipazione

 

Il Comune valorizza le autonome forme associative, di volontariato, di cooperazione sindacale, di quelle operanti nel settore dei beni culturali, ambientali, storici ed artistici, del turismo, dello sport, dell’attività culturale e di gestione del tempo libero, nonché forme associative religiose e qualsiasi altra forma associativa costituitasi spontaneamente tra cittadini a fini partecipativi.

Riconosce il ruolo attivo e propositivo della cooperazione anche per lo sviluppo delle attività imprenditoriali ed inoltre l’azione educativa, formativa e di difesa della salute dello sport.

Integra l’azione amministrativa con l’attività di altre istituzioni ed associazioni per la tutela della persona e della sua crescita singola ed associata, con particolare riferimento a fanciulli, donne, anziani e disabili.

A tal fine il Comune, come previsto dal regolamento:

1) sostiene le attività ed i programmi dell’associazionismo, anche mediante stipula di convenzioni;

2) favorisce l’informazione e la conoscenza degli atti amministrativi comunali e delle norme, programmi e progetti regionali, statali e comunitari interessanti l’associazionismo;

3) può affidare ad associazioni e a comitati l’organizzazione di singole iniziative; nel caso di assegnazione di fondi, il relativo rendiconto della spesa è approvato dalla Giunta.

I predetti interventi hanno luogo nei confronti di libere forme associative che presentino i seguenti requisiti: eleggibilità delle cariche; volontarietà dell’adesione e del recesso dei componenti; assenza di fini di lucro; pubblicità dello statuto, degli atti e dei registri dei soci, perseguimento di finalità correlati a quelle del Comune.

Nell’ambito delle predette finalità il Comune istituisce un albo di associazioni, organizzazioni di volontariato e categorie professionali, soggetto a verifica ed aggiornamento annuali; l’iscrizione all’albo, diviso per settori corrispondenti alle politiche comunali, avviene dietro presentazione di apposita istanza corredata di copia autenticata dello Statuto associativo, di documentazione inerente l’attività svolta dall’associazione nell’anno precedente per il raggiungimento delle proprie finalità.

L’istanza può essere presentata da associazioni costituitesi da almeno un anno e che abbiano operato ed operino nell’ambito del territorio Comunale.

Alle associazioni iscritte all’albo possono essere erogate forme di incentivazione con apporti di natura finanziaria, patrimoniale, tecnico-professionale od organizzativa.

Annualmente la Giunta rende pubblico l’elenco di tutte le associazioni che hanno beneficiato delle concessioni di strutture, beni strumentali, contributi o servizi, nonché di quelle che ne hanno fatto richiesta.

 

 

Articolo 77

 

Forme di consultazione

 

Per conoscere il parere dei cittadini, singoli o associati, sugli indirizzi politico amministrativi, il Comune si avvale degli strumenti di consultazione previsti dallo Statuto nelle forme e modi che saranno esplicitati dall’apposito regolamento.

Il diritto di promuovere riunioni ed assemblee in piena libertà e autonomia appartiene a tutti i cittadini e agli organismi o formazioni sociali. Il Comune ne facilita l’esercizio mettendo nei limiti delle disponibilità e con i modi previsti dal regolamento, strutture e sedi idonee.

Gli organi comunali possono convocare assemblee di cittadini, generali, di categoria, per ambiti territoriali per dibattere problemi, per esaminare proposte; per la verifica dello stato di servizi di rilevante interesse per la comunità.

Sono istituite le seguenti Consulte a carattere permanente:

  1. Consulta: Giovani e politiche giovanili.

  2. Consulta: Anziani.

  3. Consulta: Pari Opportunità.

La disciplina relativa alla competenza e al funzionamento delle consulte sopra istituite verrà disciplinata da apposito regolamento comunale, da approvarsi entro tre mesi dall’entrata in vigore della presente disposizione.

 

Articolo 78

 

Referendum

 

Il referendum consultivo è l’istituto con cui tutti gli elettori del Comune sono chiamati a pronunziarsi in merito a programmi, i piani, progetti, interventi ed in ogni altro argomento attinente l’amministrazione e il funzionamento del Comune ad eccezione degli atti inerenti i regolamenti interni il personale, le imposte locali, tariffe dei servizi ed altre imposizioni, nonché le designazioni e le nomine dei rappresentanti e su attività amministrativa vincolata da leggi statali e/o regionali, esprimendo sul tema o sui temi proposti il proprio assenso o dissenso affinché gli organi ai quali compete decidere assumano le proprie determinazioni, consapevoli dell’orientamento prevalente della comunità.

Il referendum, sia consultivo che propositivo, può riguardare solo materie di esclusiva competenza del Comune relative a materie, proposte o atti di competenza del Consiglio Comunale, della Giunta e del Sindaco.

Il referendum può essere richiesto da almeno il 10% dei cittadini elettori, la cui firma dovrà essere autenticata nelle forme previste per la presentazione delle candidature alle elezioni amministrative, iscritti nelle liste elettorali al 31 dicembre dell’anno precedente o da 1/3 dei Consiglieri assegnati, con un quesito scritto ed esposto in termini chiari a cui possa essere risposto con un SI o un NO.

La richiesta di referendum con il quesito proposto, prima della raccolta delle sottoscrizioni o del voto del Consiglio Comunale, è sottoposta al preventivo parere consultivo del Difensore civico, che può entro 30 giorni suggerire modifiche per farla rientrare nei limiti imposti dallo Statuto e dal regolamento.

Il referendum è indetto dal Consiglio Comunale a maggioranza assoluta dei componenti con delibera che provvederà anche alla copertura finanziaria; i comizi elettorali sono indetti con determinazione sindacale in una domenica dalle ore 8 alle ore 21; lo spoglio delle schede inizierà dopo la chiusura delle operazioni di voto. Può svolgersi una sola tornata referendaria in un anno solare; nella stessa tornata possono essere sottoposti più quesiti ma non più di sei scelti secondo l’ordine cronologico di presentazione.

Il Comune provvede all’adeguata pubblicizzazione della consultazione, alla stampa e alla fornitura del materiale necessario, alla costituzione dei seggi composti da un Presidente e due scrutatori, entrambi sorteggiati fra gli iscritti negli appositi elenchi vigenti per le consultazioni statali.

La normativa regolamentare farà riferimento alle procedure in vigore per lo svolgimento dei referendum statali adeguandole alle dimensioni locali della consultazione, semplificandole e ottimizzandole per renderle più economiche.

Il referendum è valido se vi ha partecipato la metà più uno degli aventi diritto.

Il quesito proposto è approvato se ottiene il voto favorevole della maggioranza dei partecipanti al voto.

 

 

Articolo 79

 

Effetti del referendum

 

I referendum possono avere i seguenti contenuti:

- consultivo qualora si ritenga utile una consultazione popolare per orientare l’amministrazione sugli indirizzi e le decisioni che riguardano l’assetto del territorio, la vita economica, sociale e culturale della comunità, l’indizione del referendum consultivo sospende l’attività deliberativa sul medesimo oggetto;

- propositivo con oggetto una motivata proposta normativa o provvedimentale di competenza del Consiglio Comunale, della Giunta o del Sindaco. Non si fa luogo a referendum propositivo se l’organo competente provveda in maniera conforme alla proposta referendaria.

Quando il referendum sia stato indetto, gli organi del Comune sospendono l’attività amministrativa sull’oggetto del referendum, tranne in caso di pericolo o danno che dovrà essere ampiamente motivato.

L’esito della consultazione dovrà essere oggetto di dibattito in Consiglio Comunale, che potrà, nell’ambito della propria attività di indirizzo e programmazione, dare opportune direttive in merito.

Il Consiglio, la Giunta o il Sindaco, secondo la rispettiva competenza, entro sessanta giorni dalla proclamazione del risultato da parte del Sindaco, delibera sull’argomento, oggetto della consultazione referendaria.

 

 

Articolo 80

 

Il Difensore civico

 

A garanzia dell’imparzialità e del buon andamento della pubblica amministrazione Comunale, delle aziende, delle istituzioni, delle società per azioni a prevalente partecipazione Comunale, nonché degli enti dipendenti e sottoposti a vigilanza del Comune, è istituito l’ufficio del Difensore civico.

Il Difensore civico svolge il ruolo di garante, non è sottoposto ad alcuna forma di dipendenza gerarchica o funzionale ed interviene, su richiesta di cittadini singoli o associati o di propria iniziativa, per accertare che i procedimenti amministrativi abbiano regolare corso e che i provvedimenti siano correttamente e tempestivamente emanati, segnalando abusi, disfunzioni, carenze e ritardi della azione amministrativa.

I cittadini portatori di interessi pubblici o privati, nonché portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni o comitati, possono richiedere l’intervento del Difensore civico dopo avere esperito senza alcun risultato gli altri strumenti di partecipazione popolare previsti dallo Statuto.

L’ufficio del Difensore civico ha sede presso un locale messo a disposizione dell’amministrazione Comunale, con attrezzature d’ufficio e di quant’altro necessario per il buon funzionamento dell’ufficio stesso.

L’ufficio relazione con il pubblico collabora con l’ufficio del Difensore civico e ricevuta la richiesta, prima di sottoporla al Difensore civico, assume tutte le informazioni e svolge le indagini necessarie sollecitando, ove possibile la soluzione del problema e in caso positivo, dandone comunicazione al richiedente.

Al Difensore civico per lo svolgimento delle funzioni inerenti il proprio ufficio viene corrisposta un’indennità pari al 50% dell’indennità di carica del Presidente del Consiglio, oltre al rimborso delle spese.

 

 

Articolo 81

 

Nomina del Difensore civico

 

Il Difensore civico è nominato dal Consiglio Comunale, scelto, fra i candidati proposti a seguito di avviso pubblico, tra i cittadini eleggibili alla carica di Consigliere Comunale che abbiano compiuto il 30° anno di età e che, per preparazione, esperienza, competenza giuridico-amministrativa, diano garanzia di indipendenza, obiettività ed equilibrio di giudizio.

Le proposte di candidatura possono essere presentate entro trenta giorni dall’avviso pubblico. La proposta deve essere motivata, con particolare riferimento alla capacità professionale.

La proposta di candidatura, deve essere redatta secondo le prescrizioni contenute nell’avviso pubblico, in forma scritta e con firma autenticata nelle forme di legge e contenere l’indicazione dei dati anagrafici completi e della residenza del candidato, del suo possesso di diploma di laurea in giurisprudenza, scienze politiche, economia e commercio o titoli equipollenti, nonché del suo curriculum professionale, l’occupazione abituale ed altresì l’elencazione delle cariche pubbliche e private ricoperte sia in precedenza che in atto.

La votazione per la scelta del candidato fra quelli proposti si svolge a scrutinio segreto e, per la nomina è necessario il maggior numero di voti favorevoli dei Consiglieri assegnati.

Il Difensore civico, che dura in carica due anni, non è rieleggibile nel successivo biennio ed assume le funzioni dopo aver prestato giuramento avanti al Consiglio Comunale con la seguente formula:

“Giuro di adempiere al mandato ricevuto, nell’interesse dei cittadini e nel rispetto delle leggi”.

In ogni caso, tranne che per cessazione, per revoca o decadenza, svolge le sue funzioni fino alla nomina del successore. Ove la carica dovesse scadere entro gli ultimi quattro mesi del mandato consiliare essa viene automaticamente prorogata fino al secondo mese dopo l’insediamento del nuovo Consiglio.

Resosi vacante per qualsiasi causa l’ufficio, la procedura per la nomina deve essere iniziata entro 30 giorni e il Consiglio Comunale provvede alla nomina del successore entro 90 giorni dalla vacanza.

 

 

Articolo 82

 

Incompatibilità e decadenza

 

Non può ricoprire l’ufficio di Difensore civico:

a) chi si trova in condizioni di ineleggibilità alla carica di Consigliere Comunale;

b) chi riveste la carica di parlamentare europeo, nazionale o regionale, di Consigliere provinciale o Comunale, di componente della direzione delle unità sanitarie locali; di componenti di organi regionali di controllo, di amministratore di aziende speciali, istituzioni, società pubbliche e/o per azioni di partecipazione pubblica, di enti e/o imprese che abbiano rapporti contrattuali con l’amministrazione Comunale o che, comunque, ricevono da essa a qualsiasi titolo sovvenzioni o contributi;

c) i ministri del culto;

d) i dipendenti del Comune e di istituzioni, aziende speciali e società per azioni a prevalente partecipazione del Comune, nonché il Segretario del Comune;

e) chi esercita qualsiasi attività di lavoro autonomo o qualsiasi attività professionale o commerciale che costituisca oggetto di rapporti giuridici non occasionali con l’amministrazione Comunale.

f) gli ascendenti o discendenti ovvero parenti o affini entro il secondo grado di parlamentari europei, nazionali o regionali, di amministratori del Comune, di amministratori della provincia e dell’ASL o di componenti organi regionali di controllo.

Il Difensore civico decade per le stesse cause per le quali si perde la qualità di Consigliere Comunale o per la sopravvenienza di una delle cause di ineleggibilità sopra riportata.

La decadenza è pronunciata dal Consiglio, a maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati su proposta di uno dei Consiglieri comunali.

 

 

Articolo 83

 

Funzioni del Difensore civico

 

Il Difensore civico esercita le proprie funzioni per garantire l’imparzialità e il buon andamento della pubblica amministrazione, con piena autonomia, indipendenza e poteri di iniziativa:

1) risponde alle petizioni ed istanze ai cittadini, di associazioni ed organismi, comunicando il risultato della propria attività in ordine all’oggetto richiesto;

2) ha diritto di accesso come i Consiglieri comunali agli uffici, agli atti e alle informazioni in ordine allo stato dei procedimenti di cui è stato investito, salvo i casi in cui prevale, per legge, il segreto d’ufficio;

3) può intervenire nei procedimenti amministrativi, a tutela dei cittadini interessati ed interloquire con amministratori e responsabili degli uffici e servizi;

4) può rassegnare per iscritto il proprio parere al responsabile dell’ufficio e del servizio, in ordine ad eventuali disfunzioni o irregolarità accertate, dandone comunicazione contestuale al Sindaco o all’Assessore competente per materia;

5) segnala agli organi competenti eventuali ritardi, disfunzioni e carenze o in caso di ritardo invita gli organi a provvedere entro i termini stabiliti a norma di legge e di regolamento;

6) può inoltrare proposte, segnalazioni e relazioni al Sindaco, al Consiglio Comunale ed alla Giunta comunale sull’andamento dell’azione amministrativa;

7) può invitare l’amministrazione a riesaminare atti e provvedimenti qualora ne ravvisi irregolarità o vizi procedurali.

Entro il mese di marzo di ciascun anno, il Difensore civico deve presentare al Consiglio Comunale una relazione sull’attività svolta nell’anno precedente, indicando le disfunzioni rilevate e proponendo soluzioni per la loro eliminazione e per migliorare il buon andamento e l’imparzialità dell’azione amministrativa.

La relazione viene discussa dal Consiglio nella prima seduta utile e resa pubblica con affissione all’albo pretorio. Per gravi motivi connessi con l’esercizio della funzione l’incarico può essere revocato previa audizione del difensore civico con deliberazione consiliare da adottarsi con voto segreto.

Nei casi di particolare importanza o di urgenza il Difensore civico può in qualsiasi momento informare il Consiglio Comunale, presentando una relazione sull’argomento.

 

 

Articolo 84

Rapporti con il Consiglio Comunale

 

I cittadini, gli Enti e le associazioni che abbiano in corso una pratica ovvero abbiano diretto interesse ad un procedimento amministrativo in itinere presso il Comune e gli enti ed Aziende dipendenti, qualora ritengano non rispettare le norme vigenti, hanno facoltà di richiedere l’intervento del difensore civico per rimuovere gli abusi, le carenze ed i ritardi degli uffici.

Il difensore civico, entro il termine di dieci giorni dalla richiesta, può convocare direttamente il funzionario responsabile del procedimento per ottenere chiarimenti ed informazioni e per procedere congiuntamente all’esame della pratica e del procedimento.

Ultimato l’esame di cui al precedente comma, il Difensore Civico, d’intesa con il funzionario, fissa un termine massimo per la definizione della pratica o del procedimento, dandone immediata comunicazione all’interessato, all’ufficio competente ed al Sindaco.

Trascorso inutilmente tale termine il Difensore Civico comunica al Sindaco l’inadempienza riscontrata per i successivi provvedimenti di competenza.

Statuto - titolo5

Titolo V

 

L’ORDINAMENTO FINANZARIO E CONTABILE

 

Programmazione e gestione del bilancio

 

Articolo 61

 

Principi generali

 

L’ordinamento finanziario e contabile del comune è disciplinato dallo Statuto e dal regolamento di contabilità nel rispetto dei principi stabiliti dalla legge statale coordinata con quella regionale.

Nell’ambito di detti principi il comune persegue, attraverso l'esercizio della propria potestà impositiva e con il concorso delle risorse trasferite dallo Stato ed attribuite dalla Regione, condizioni di effettiva autonomia finanziaria fondata su certezza di risorse proprie e trasferite, adeguando programmi e attività ai mezzi disponibili e ricercando, mediante la razionalità delle scelte e dei procedimenti, l'efficiente ed efficace impiego di tali mezzi.

Il Comune, nell'attivare il concorso dei cittadini alle spese pubbliche locali, ispira le proprie determinazioni a criteri di equità e di giustizia distribuendo il carico tributario in modo da assicurare la partecipazione di ciascun cittadino in proporzione alle sue effettive capacità contributive o alla fruizione del servizio.

L’ordinamento specifica l’attività dell’ente in materia di programmazione, gestione e rendicontazione, investimenti, servizio di tesoreria, compiti e attribuzione dell’organo di revisione, controllo di gestione e contabilità economica.

Il regolamento di contabilità applica i principi stabiliti dalla legge, adeguandoli alle modalità organizzative previste dall’ordinamento degli uffici, prevedendo che mandati di pagamento e reversali d’incasso siano sottoscritti dal responsabile del servizio finanziario, ferme restando le disposizioni previste dalle legge per assicurare l’unitarietà e l’uniformità del sistema finanziario e contabile.

 

 

Articolo 62

 

La programmazione finanziaria

 

Il Comune adotta il sistema della programmazione, controllo e verifica dei risultati, correlando tutta la propria attività amministrativa alle risorse finanziarie che risultano acquisibili per realizzarla.

Gli atti con la quale la programmazione viene definita e rappresentata sono: il bilancio di previsione annuale, la relazione previsionale e programmatica ed il bilancio pluriennale, che devono essere redatti in modo da consentire la lettura e l’attuazione delle previsioni per programmi e eventuali progetti.

La Giunta elabora tutti i documenti di programmazione, compreso il piano esecutivo di gestione, con la partecipazione di tutti i responsabili degli uffici o dei servizi e con il coordinamento generale del servizio finanziario nel rispetto delle disposizioni di legge e delle competenze previste dall’Ordinamento in Sicilia con le specificazioni del presente Statuto.

Al fine di assicurare ai cittadini e agli organismi di partecipazione la conoscenza dei contenuti significativi dei documenti finanziari il regolamento di contabilità prevede forme di pubblicità e di consultazione, compreso il loro deposito presso l’U.R.P.

 

 

Articolo 63

 

La programmazione degli investimenti

 

Contestualmente al progetto di bilancio annuale, la Giunta propone al Consiglio Comunale il programma delle opere pubbliche e degli investimenti, riferito al periodo di vigenza del bilancio pluriennale, suddiviso per anni, con inizio da quello successivo alla sua approvazione, e raccordato alle previsioni del bilancio pluriennale.

Il programma triennale delle opere pubbliche deve rispettare le disposizioni dell’articolo 3 della legge regionale n. 21/85; il piano economico finanziario le disposizioni del decreto legislativo n. 267/2000.

Per tutti gli investimenti comunque finanziati l’organo deliberante, nell’approvare il progetto o il piano esecutivo dell’investimento, da atto della copertura delle maggiori spese di gestione nel bilancio pluriennale ed assume l’impegno di inserire nei bilanci pluriennali successivi le ulteriori o maggiori previsioni di spesa.

 

 

Articolo 64

 

Il Patrimonio Comunale

 

I beni Comunale si distinguono in mobili, fra cui quelli immateriali, ed immobili e si suddividono nelle seguenti categorie:

a) beni soggetti al regime del demanio;

b) beni patrimoniali indisponibili;

c) beni patrimoniali disponibili.

Per la valutazione dei beni, per la rilevazione delle variazioni e per la quantificazione del loro ammortamento ai sensi del decreto legislativo n. 267/2000 si applicheranno le disposizioni del regolamento di contabilità.

I beni demaniali possono essere concessi in uso con modalità e canoni fissati dall’apposito regolamento, i beni patrimoniali devono, invece, essere dati in affitto.

Le somme provenienti dall’alienazione dei beni, da donazioni, da trasferimento per testamento, da riscossione di crediti o comunque da cespiti da investirsi in patrimonio, debbono essere impiegati nel miglioramento del patrimonio comunale.

Solo in casi del tutto eccezionali, e quando ciò sia previsto dalla legge, tali fondi possono essere utilizzati per necessità gestionali.

 

 

Articolo 65

 

La gestione del patrimonio

 

La Giunta Comunale sovrintende alla attività di conservazione e gestione del patrimonio comunale assicurando, attraverso l’apposito ufficio previsto dal regolamento di organizzazione, la tenuta degli inventari dei beni immobili o mobili ed il loro costante aggiornamento, con tutte le variazioni che, per effetto di atti di gestione, nuove costruzioni ed acquisizioni, si verifichino nel corso di ciascun esercizio.

Il regolamento di contabilità stabilisce le modalità per la tenuta degli inventari e determina i tempi entro i quali sono sottoposti a verifica generale.

La Giunta comunale adotta gli atti previsti dal regolamento di contabilità per assicurare, da parte di tutti i responsabili di uffici e servizi, l’osservanza dell’obbligo generale di diligenza nell’utilizzazione e conservazione dei beni dell’ente.

Per i beni mobili tale responsabilità è attribuita ai consegnatari definiti dal regolamento di contabilità.

L’alienazione dei beni immobili avviene di norma mediante asta pubblica, quella relativa ai beni mobili, con le modalità stabilite dal regolamento.

La gestione dei beni comunali deve essere informata a criteri di conservazione e valorizzazione del patrimonio e del demanio comunale sulla base di realistiche valutazioni fra oneri ed utilità pubblica del singolo bene.

 

 

Articolo 66

 

Il servizio di Tesoreria

 

Il servizio di tesoreria consiste nell’espletamento di tutte le operazioni legate alla gestione finanziaria del comune e finalizzate in particolare alla riscossione delle entrate, al pagamento delle spese, alla custodia dei titoli e agli altri adempimenti previsti dalla legge, dai regolamenti e dalla convenzione.

La concessione è regolata da apposita convenzione che ne stabilirà la durata e l’eventuale rinnovabilità.

Il Comune affida di norma il servizio di tesoreria ad un istituto di credito autorizzato a svolgere l'attività di cui al decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, nonché agli altri soggetti abilitati per legge.

Il regolamento di contabilità stabilisce le modalità di esercizio del servizio di tesoreria e dei servizi dell'ente che comportano maneggio di denaro, fissando norme idonee al controllo di tali gestioni.

Per la riscossione delle entrate tributarie il Comune provvede di norma a mezzo del concessionario della riscossione, che a richiesta può assumere anche il servizio di tesoreria.

Per le entrate patrimoniali ed assimilati l’apposito regolamento prevede, secondo l'interesse dell'ente, la forma di riscossione nell'ambito di quelle consentite dalle leggi vigenti.

 

 

Articolo 67

 

Revisione economica e finanziaria

 

Il Consiglio Comunale affida la revisione economico-finanziaria all’Organo previsto dal successivo articolo che, in conformità alle disposizioni del regolamento di contabilità, svolge le seguenti funzioni:

a) collabora con il Consiglio Comunale nelle attività di controllo e di indirizzo sull’azione amministrativa di gestione economico-finanziaria dell’ente. La funzione di collaborazione non si estende a quella amministrativa di governo complessiva posta in essere nel comune;

b) esercita, secondo le disposizioni del regolamento di contabilità, la vigilanza sulla regolarità contabile e finanziaria degli strumenti tecnico-contabili messi in atto nel corso dell’esercizio finanziario;

c) attesta la corrispondenza del rendiconto alle risultanze delle scritture contabili prescritte, redigendo apposita relazione che accompagna la proposta di deliberazione consiliare del conto consultivo;

d) svolge attività propositive e di stimolo nei confronti degli organi elettivi al fine di consentire il raggiungimento di maggiore efficienza, produttività ed economicità nella loro azione.

Le funzioni di controllo e di vigilanza si estrinsecano di norma attraverso indagini analitiche e verifiche a campione.

Ove riscontri irregolarità nella gestione dell’ente l’organo di revisione ne riferisce immediatamente al Sindaco e al Presidente del Consiglio affinché ne informino il Consiglio Comunale.

 

Articolo 68

 

Il revisore dei conti

 

Il Consiglio Comunale elegge, a maggioranza assoluta dei membri come previsto dalla normativa vigente, un revisore, in possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente in Sicilia.

Valgono per il revisore le norme di ineleggibilità e incompatibilità stabilite dal decreto legislativo n. 267/2000 e dalla legge per i Consiglieri comunali. Per la durata dell’incarico, per la cessazione, revoca o decadenza, per il numero degli incarichi e per il trattamento economico; per la responsabilità si applicano le disposizioni vigenti in materia.

Il revisore risponde della verità delle attestazioni in ordine alla corrispondenza del rendiconto alle risultanze di gestione, redigendo apposita relazione che accompagna la proposta di deliberazione consiliare del conto consuntivo.

Ha diritto di accesso a tutti gli atti e documenti dell’ente connessi al suo mandato e può essere invitato a partecipare alle sedute della Giunta e del Consiglio.

I rapporti del revisore con gli organi burocratici sono stabiliti dal regolamento di contabilità che disciplinerà anche i compiti e le funzioni di collaborazione e di referto; l’esercizio della funzione di revisione; l’oggetto, i modi e i tempi per pareri, attestazioni, certificazioni, relazioni e segnalazioni.

 

 

Articolo 69

 

Controllo di gestione

 

Il controllo di gestione mira a verificare lo stato di attuazione degli obiettivi programmati, la funzionalità dell’organizzazione dell’ente, l’efficacia e l’efficienza dei servizi offerti.

Il controllo di gestione assume le caratteristiche del controllo funzionale riferito all’intera attività del comune per migliorare il coordinamento dell’azione amministrativa e dell’efficacia e della economicità della spesa pubblica.

E’ controllo interno, concomitante allo svolgimento dell’attività amministrativa e finalizzato ad orientare l’azione amministrativa e a rimuovere eventuali difficoltà o disfunzioni.

Il controllo finanziario è funzionale alla verifica della regolare gestione dei fondi di bilancio e dei relativi equilibri ed è correlato al raggiungimento dei programmi e degli obiettivi oggetto del controllo di gestione.

Ciascun responsabile del servizio provvede nel corso dell’esercizio alla verifica dell’andamento della realizzazione degli obiettivi programmati riferendo periodicamente al Sindaco e al responsabile del controllo di gestione.

Il modello organizzativo, le procedure e le modalità del controllo di gestione, secondo le disposizioni del decreto legislativo n. 29/93, del decreto legislativo n. 267/200 saranno esplicitate nell’apposito regolamento modulato secondo le esigenze e la struttura dell’ente .

 

Articolo 70

 

Procedure contrattuali

 

Agli appalti di lavori, alle forniture di beni e servizi, alle vendite, agli acquisti a titolo oneroso, alle permute, alle locazioni, per il perseguimento dei suoi fini istituzionali , il Comune provvede mediante contratti.

Il Comune, nell'espletamento dell'attività contrattuale si attiene alle procedure previste dalla normativa della Comunità economica europea, nazionale e regionale in vigore ed alle disposizioni dell'apposito regolamento dei contratti che dovrà assicurare l'applicazione di criteri di trasparenza, efficienza ed economicità di gestione; garantire adeguata pubblicità alla ricerca del contraente; prevedere i casi di ricorso alla trattativa privata, all'appalto concorso, alla concessione di costruzione e gestione assicurando pubblicità di procedure, congruità dei prezzi ed obiettività nella scelta del contraente.

La stipulazione dei contratti, deve essere preceduta da un provvedimento nel quale vanno indicati, anche per relazione:

a) il fine che con il contratto si intende perseguire e, quindi, le ragioni di interesse pubblico;

b) l’oggetto del contratto, la sua forma e le clausole ritenute essenziali;

c) le modalità di scelta del contraente ammesse dalle vigenti disposizioni in materia di contratti delle amministrazioni dello Stato e della Regione Siciliana, nonché le ragioni che sono alla base in caso di deroga al pubblico incanto, che costituisce la regola generale per la scelta del contraente.

Il procedimento contrattuale è disciplinato dal regolamento dei contratti, da quello per i lavori e le forniture in economia e dal regolamento economato per la gestione di cassa delle entrate e delle spese di non rilevante ammontare.

La commissione di gara, disciplinata dal regolamento dei contratti, sarà presieduta dal dirigente del ufficio interessato per materia con potere di decisione;

I verbali di aggiudicazione sono pubblicati per sette giorni consecutivi all’albo pretorio e diventano definitivi ed esecutivi senza necessità di approvazione e controllo se nel termine predetto non pervengono motivati reclami, su cui decide il Presidente di gara.

Alla stipulazione dei contratti, interviene, in rappresentanza del Comune, il dirigente dell’ufficio interessato per materia, mentre al rogito provvede il Segretario generale.

Statuto - titolo4

Titolo IV

 

L’ORDINAMENTO DEI SERVIZI PUBBLICI

 

Forme associative, gestione, tariffe

 

 

 

Articolo 52

 

Servizi pubblici locali

 

Il Comune provvede alla gestione dei servizi pubblici locali che abbiano per oggetto produzione di beni ed attività rivolte a realizzare fini sociali e a promuovere lo sviluppo economico e civile delle comunità locali.

I servizi riservati in via esclusiva al Comune sono stabiliti dalla legge.

Il Comune gestisce i servizi pubblici, nelle forme previste dalla legge n. 142/90, cosi come recepita dalla Regione Siciliana, nel rispetto dei principi di seguito riportati.

Il Consiglio Comunale, sulla base di una valutazione comparativa delle predette forme di gestione ed in relazione ad una migliore efficienza, efficacia ed economicità cui deve tendere il servizio, sceglie la forma di gestione del relativo servizio e delibera la modifica delle forme di gestione dei servizi attualmente erogati alla popolazione.

Il Sindaco ed il revisore dei conti riferiscono ogni anno al Consiglio, in sede di valutazione del bilancio consuntivo, sul funzionamento e sul rapporto “costo-ricavo” dei servizi singoli o complessivi, nonché sulla loro rispondenza in ordine alla esigenza e alla fruizione dei cittadini.

In tutti gli enti, aziende, società e consorzi dove è prevista la nomina di amministratori o rappresentanti da parte del Sindaco o del Consiglio Comunale, non possono essere nominati ascendenti, discendenti e affini sino al secondo grado del Sindaco, degli Assessori e dei Consiglieri comunali.

 

 

Articolo 53

 

Tariffe dei servizi resi dal comune

 

Al comune spettano le tasse, i diritti, le tariffe e i corrispettivi sui servizi di propria competenza, che potranno essere determinati anche in modo non generalizzato.

Il Comune delibera corrispettivi, tariffe e contributi finanziari a carico degli utenti per i servizi prestati, salvo le riserve di legge, in misura tale da garantire l’equilibrio economico-finanziario dell’investimento e della gestione per ciascun servizio. All’uopo si terranno presenti i costi di gestione, il capitale investito e la correlazione fra costi e ricavi al fine di tendere alla copertura dei costi.

La tariffa, che costituisce il corrispettivo dei servizi pubblici, è determinata ed adeguata ogni anno. Qualora i servizi siano gestiti da soggetti esterni la tariffa può essere, nel rispetto della normativa vigente, riscossa dal soggetto che gestisce il servizio.

In sede di approvazione del bilancio saranno individuate le prestazioni non espletate a garanzia dei diritti fondamentali ma rientranti fra quelle a domanda individuale per le quali richiedere un corrispettivo o un contributo all’utente e l’ammontare del contributo richiesto in rapporto al costo della prestazione.

Al fine di ridurre i costi o migliorare i servizi, il comune può, previa ricerca di mercato, stipulare contratti di sponsorizzazione, accordi di collaborazione o convenzioni per servizi aggiuntivi con altri soggetti pubblici o privati. A specificazione di quanto previsto dall’articolo 43 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, è possibile, dietro contributo finanziario veicolare l’immagine del soggetto aderente o fare utilizzare usare il logo o lo stemma del comune.

 

 

Articolo 54

 

Gestione in economia

 

Il Comune gestisce in economia i servizi che per le loro modeste dimensioni o per le loro caratteristiche non rendono opportuna la costituzione di una istituzione o di una azienda speciale.

Con apposito regolamento il Consiglio Comunale stabilisce l’organizzazione ed i criteri per assicurare l’economicità e l’efficienza di gestione di tali servizi.

La gestione del servizio è affidata ad un funzionario che ne è responsabile e può essere utilizzata la collaborazione di volontari, singoli o associati, escludendo la possibilità di costituire rapporti di lavoro subordinato.

 

 

Articolo 55

 

Azienda speciale

 

Il Comune, per la gestione di uno o più servizi di notevole rilevanza economica ed imprenditoriale, può costituire una o più aziende speciali.

L’azienda speciale è un ente strumentale, dotato di personalità giuridica, di autonomia imprenditoriale e di proprio Statuto approvato dal Consiglio ai sensi dell’articolo 23 della legge n. 142/90.

La nomina e la revoca degli amministratori spettano al Sindaco che ne darà motivata comunicazione al Consiglio Comunale.

I componenti il Consiglio di amministrazione ed il Presidente sono scelti, sulla scorta del curriculum, dal Sindaco fra coloro che abbiano una speciale competenza tecnica e/o amministrativa per studi compiuti, per funzioni disimpegnate presso aziende pubbliche o private, per uffici pubblici ricoperti, rispettando i limiti dell’articolo 13 della legge regionale n. 7/92.

L’azienda deve operare con criteri di imprenditorialità con obbligo di pareggio del bilancio da perseguire attraverso l’equilibrio dei costi e dei ricavi, salvo l’esistenza di costi sociali da coprire mediante conferimento da parte dell’ente locale.

Nell’ambito della legge, l’ordinamento ed il funzionamento delle aziende speciali sono disciplinate dal proprio Statuto e dai regolamenti.

I regolamenti aziendali sono adottati dal Consiglio di amministrazione.

 

 

Articolo 56

 

Istituzione

 

Per l’espletamento dei servizi sociali senza rilevanza imprenditoriale, il Comune può costituire una istituzione, organismo strumentale dotato di personalità giuridica e di autonomia gestionale che eserciterà nel rispetto del proprio Statuto approvato dal Consiglio Comunale a maggioranza assoluta dei componenti.

Con la stessa deliberazione il Consiglio Comunale individua i servizi e:

a) approva il regolamento relativo all’ordinamento ed al funzionamento;

b) determina le finalità e gli indirizzi;

c) conferisce il capitale di dotazione;

d) precisa le funzioni del direttore a cui spetta la direzione gestionale;

e) assegna il personale necessario per assicurare il funzionamento dell’organismo;

f) specifica le modalità della collaborazione dei volontari;

g) stabilisce il gettone dovuto agli amministratori.

Organi dell’istituzione sono: il Consiglio di amministrazione, il Presidente e il direttore.

La nomina e la revoca degli amministratori spettano al Sindaco che ne darà motivata comunicazione al Consiglio Comunale.

I componenti il Consiglio di amministrazione ed il Presidente vengono nominati dal Sindaco, tra persone che per qualificazione culturale e sociale rappresentino le relative componenti della comunità locale, compresi gli utenti del servizio, e che abbiano competenza nel settore e in materia gestionale da valutarsi in base a curriculum.

Lo Statuto disciplina il numero, gli eventuali ulteriori requisiti specifici richiesti agli amministratori, la durata in carica, la posizione giuridica e lo status dei componenti, nonché le modalità di funzionamento degli organi e per il controllo interno e del comune.

 

 

Articolo 57

 

Concessione a terzi

 

Il Consiglio Comunale, quando sussistono motivazioni tecniche, economiche e di opportunità sociale, può affidare la gestione di servizi pubblici in concessione a terzi, comprese cooperative e associazioni di volontariato legalmente costituite e che non abbiano fini di lucro.

La scelta del concessionario deve avvenire previo espletamento di gara, ritenendosi la trattativa privata un mezzo del tutto eccezionale da adottarsi solo nei casi previsti dalla legge, tenendo conto, altresì, delle direttive della comunità Europea in tema di affidamento dell’esecuzione di opere e servizi pubblici.

La concessione deve essere regolata da condizioni che devono garantire l’espletamento del servizio a livelli qualitativi corrispondenti alle esigenze dei cittadini utenti, la razionalità economica della gestione e dei conseguenti effetti sui costi sostenuti dal Comune e dall’utenza, la realizzazione degli interessi pubblici generali.

 

 

Articolo 58

 

Società miste

 

Per la gestione di servizi comunali di rilevante importanza e consistenza che richiedano investimenti finanziari elevati ed organizzazione imprenditoriale, o quando sia opportuna in relazione alla natura o all’ambito territoriale la partecipazione di più soggetti pubblici o privati, il Consiglio Comunale può promuovere la costituzione di società a prevalente capitale pubblico locale, con la partecipazione di altri soggetti pubblici o privati, o può rilevare società già costituite.

Il Consiglio Comunale, per la costituzione di società a prevalente capitale pubblico, approva la bozza di Statuto ed un piano tecnico-finanziario relativo alla costituzione delle società e alle previsioni in ordine alla gestione del servizio pubblico a mezzo della stessa, e conferisce al Sindaco i poteri per gli atti conseguenti.

La prevalenza del capitale pubblico locale della società è realizzata mediante l’attribuzione della maggioranza del capitale al Comune e, nel caso di gestione di servizi di interesse pluri-comunali, ai comuni che fruiscono degli stessi servizi.

La giunta, qualora sia opportuno, in relazione alla natura del servizio da svolgere, può assumere partecipazioni in società con capitale prevalente pubblico ma con una accertata solida situazione finanziaria e che abbiano scopi connessi ai compiti istituzionali del Comune.

In questo caso la partecipazione del Comune non può essere inferiore al 10% del capitale sociale e deve garantire il diritto alla nomina di almeno un rappresentante nel Consiglio di amministrazione o nel collegio sindacale.

I partecipanti possono costituire tutte o parte delle quote relative alla propria partecipazione mediante conferimento di beni, impianti ed altre dotazioni destinate ai servizi affidati alla società.

Il Comune, per la realizzazione delle opere necessarie al corretto svolgimento di servizi pubblici nonché per la realizzazione di infrastrutture ed altre opere di interesse pubblico può, come previsto dal regolamento adottato ai sensi del D.L. 31 gennaio 1995, n.26, partecipare o costituire apposite società per azioni senza il vincolo della proprietà pubblica maggioritaria, scegliendo i soci privati con procedure ad evidenza pubblica.

 

 

Articolo 59

 

Convenzioni e Consorzi

 

Al fine di svolgere in modo coordinato funzioni o servizi specifici anche a tempo determinato, il Comune può stipulare con altri comuni o con la provincia apposite convenzioni, deliberate dal Consiglio comunale con l’indicazione dei fini, della durata, delle forme di consultazione e di rappresentanza, dei rapporti finanziari, dei reciproci obblighi e garanzie.

La convenzione può anche prevedere la costituzione di uffici comuni che operano con personale distaccato dagli enti partecipanti ai quali affidare o delegare l’esercizio delle funzioni pubbliche in luogo dei soggetti partecipanti.

Il Comune, per la gestione associata di uno o più servizi, può costituire con altri comuni o con la provincia regionale un consorzio secondo le norme previste per le aziende speciali di cui all’articolo 23 della legge n. 142/90, recepito dalla legge Regione Sicilia n. 48/91.

I Consigli comunali di ciascun Comune interessato al consorzio approvano a maggioranza assoluta dei propri componenti una convenzione che stabilisce i fini, la durata, le forme di consultazione fra comuni consorziati, i loro rapporti finanziari, i reciproci obblighi e garanzie e la trasmissione agli Enti aderenti degli atti fondamentali del Consorzio.

Il Comune, nell’assemblea del Consorzio, è rappresentato dal Sindaco o da un suo delegato, ciascuno con responsabilità pari alla quota di partecipazione fissata dalla convenzione e dallo Statuto.

L’Assemblea elegge il Consiglio di amministrazione e ne approva gli atti fondamentali previsti dallo Statuto.

Il Comune non può costituire più di un consorzio con gli stessi Comuni e Provincia regionale.

La costituzione del consorzio di servizi può essere disposta con decreto dell’Assessore regionale per gli enti locali, per funzioni e servizi a carattere obbligatorio.

Il Consiglio Comunale deve esprimere il parere sulla costituzione del consorzio entro e non oltre sessanta giorni dalla ricezione della richiesta da parte dell’Assessore.

 

 

Articolo 60

 

Accordi di programma

 

Il Sindaco, per la definizione e l’attuazione di opere, interventi o di programmi di intervento di interesse comunale, che richiedano per la loro attuazione l’azione integrata e coordinata di altri soggetti pubblici, promuove, partecipa e conclude accordi di programma.

Gli accordi, che riguardano una o più opere oppure uno o più interventi previsti negli strumenti programmatori sono approvati dalla Giunta Comunale.

Quando assumono valenza programmatoria o modifica agli strumenti urbanistici, il Sindaco,prima di aderire acquisisce l’assenso di massima dal Consiglio Comunale e la conclusione dell’accordo di programma deve essere ratificata dallo stesso Consiglio.

Per verificare la possibilità dell’accordo di programma il Sindaco convoca o partecipa ad una conferenza dei rappresentanti di tutte le amministrazioni interessate.

L’accordo è approvato con decreto del Presidente della Regione Siciliana, o con atto formale del Presidente della provincia o dal Sindaco, in relazione alla competenza primaria o prevalente, ed è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana.

L’accordo, qualora adottato con decreto del Presidente della Regione, determina le eventuali e conseguenti variazioni degli strumenti urbanistici e sostituisce le concessioni edilizie, sempre che vi sia l’assenso del Comune interessato.

L’accordo può prevedere procedimenti di arbitrato ed interventi surrogatori di eventuale inadempienze dei soggetti partecipanti in considerazione che i vincoli scaturenti dell’accordo coinvolgono varie posizioni di potestà amministrative.

La vigilanza sull’esecuzione dell’accordo di programma e gli eventuali interventi sostitutivi sono svolti da un collegio presieduto dal Presidente della Regione o dal Presidente della provincia o dal Sindaco, e composto da rappresentanti legali, o delegati dei medesimi, degli enti locali interessati e dal prefetto della provincia interessata, se all’accordo partecipano amministratori pubblici o enti pubblici nazionali.

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