Comunicati stampa

Conferimento incarico legale

Conferimento incarico legale all'Avv. Girolamo Rubino per un ricorso al TAR Palermo per opporsi al Piano Paesaggistico della Provincia di Caltanissetta.

La Giunta Comunale ha ritenuto opportuno, avendo avuto il mandato dal Consiglio Comunale, di affidare un incarico legale all'Avv. Girolamo Rubino per opporsi al Piano Paesaggistico della provincia di Caltanissetta che determina una forte limitazione del territorio con conseguente pregiudizio grave alla crescita economica del Comune. Così al fine di tutelare gli interessi del Comune, danneggiato da suddette limitazioni e ravvisata la necessità di prevenire possibili contenziosi con i propri cittadini a causa dell'ampliamento dei vincoli previgenti, la cui estensione, sotto il profilo planimetrico è alquanto incerta, è opportuno agire innanzi alle autorità amministrative e/o Giudiziarie competenti, con il ricorso giurisdizionale insieme ai paesi di Marianopoli e Resuttano. Di seguito i vincoli che riguardano il nostro territorio.

 L'amministrazione Comunale

2. Prescrizioni relative alle aree individuate ai sensi dell’art. 134 del D.lgs. 42/04

a. Centri storici di Sutera e Milena

Livello di Tutela 1

- conservazione del tessuto urbano, recupero e restauro conservativo del patrimonio edilizio, mirata al recupero del significato e del ruolo della città storica e del rapporto città - montagna; - mantenimento dei margini della città. E’ da salvaguardare la forma urbana e il rapporto consolidatosi nel tempo tra città e pendici rocciose e paesaggio, le relazioni morfologiche e ambientali del paesaggio urbano e del rilievo. Non sono consentiti interventi di nuova edificazione esterni al perimetro attuale della città storica, in contiguità con questo. Non sono consentite sopraelevazioni dell’edificato esistente, sia in centro storico che nelle altre zone dell’abitato, che alterino la percezione d’insieme del centro dal paesaggio circostante.

b. Paesaggio agricolo

Livello di Tutela 1

- protezione e valorizzazione dell’agricoltura in quanto presidio dell’ecosistema e riconoscimento del suo ruolo di tutela ambientale nelle aree marginali;

- conservazione della biodiversità delle specie agricole e della diversità del paesaggio agricolo; le innovazioni della produzione agricola devono essere compatibili con la conservazione del paesaggio agrario e con la tradizione locale;

- tutela dell’agricoltura da fattori di inquinamento antropico concentrato (scarichi idrici, depositi di inerti, industrie agroalimentari, etc.);

- impiego di tecniche colturali ambientalmente compatibili per la riduzione del carico inquinante prodotto dall’agricoltura e dalla zootecnia;

- si dovrà evitare l’eliminazione degli elementi di vegetazione naturale presenti o prossimi alle aree coltivate (siepi, filari, fasce ed elementi isolati arborei o arbustivi e elementi geologici rocce, timponi, pareti rocciose e morfologici scarpate, fossi), in grado di costituire habitat di interesse ai fini della biodiversità;

- ai fini della localizzazione di impianti tecnologici, nel rispetto della normativa esistente, nelle aree agricole dovranno essere preferite zone già urbanizzate (aree per insediamenti produttivi, aree produttive dismesse) e già servite dalle necessarie infrastrutture;

- gli interventi devono tendere alla conservazione dei valori paesistici, al mantenimento degli elementi caratterizzanti l'organizzazione del territorio e dell’insediamento agricolo storico (tessuto agrario, nuclei e fabbricati rurali, viabilità rurale, sentieri);

- le nuove costruzioni debbono essere a bassa densità, di dimensioni contenute, tali da non incidere e alterare il paesaggio agro-pastorale e i caratteri specifici del sito e tali da mantenere i caratteri dell’insediamento sparso agricolo e della tipologia edilizia tradizionale;

- conservazione dei nuclei storici rurali, mantenendo inalterati il tessuto edilizio originario, la tipologia edilizia e i caratteri costruttivi tradizionali;

- riuso e rifunzionalizzazione del patrimonio architettonico rurale, anche ai fini dello sviluppo del turismo rurale e dell’agricoltura e individuazione di itinerari e percorsi per la fruizione del patrimonio storico culturale.

c. Complesso di Monte S. Paolino

Livello di Tutela 3

- attuare la conservazione del patrimonio naturale esistente attraverso il monitoraggio e la manutenzione e favorire interventi di rinaturalizzazione e di sostituzione delle specie vegetali alloctone con specie autoctone, al fine del potenziamento della biodiversità;

- favorire la formazione di ecosistemi vegetali stabili in equilibrio con le condizioni dei luoghi, ai fini della salvaguardia idrogeologica, del mantenimento o costituzione di habitat in un’ottica integrata di consolidamento delle funzioni ecologiche e protettive;

- creazione di itinerari naturalistici e/o culturali, anche ai fini della fruizione del patrimonio storico-culturale e di antichi tracciati viari e/o sentieri;

- assicurare la fruizione delle vedute e del panorama;

- tutela delle emergenze geologiche e geomorfologiche e di quelle storiche e archeologiche;

- conservazione del bosco e prevenzione dagli incendi;

- conservazione del Santuario di Monte S. Paolino e del percorso processionale tradizionale;

- conservazione dell’emergenza paesistica di Monte S. Paolino nella sua integrità storica, ambientale e percettiva;

- impiego di materiali e tecniche paesaggisticamente compatibili per il consolidamento dei versanti del rilievo.

In queste aree non è consentita la realizzazione delle seguenti attività:

- la variazione di destinazione urbanistica per la realizzazione di insediamenti, impianti, attività produttive;

- le nuove costruzioni e l’apertura di strade;

- la realizzazione di infrastrutture e reti;

- la realizzazione di tralicci, antenne per telecomunicazioni, impianti per la produzione di energia anche da fonti rinnovabili;

- l’apertura di nuove cave.

d. Aree archeologiche di Mustazzello, Rocca Amorello, Serra del Palco e Campanella,

Monte San Paolino, Rocca San Marco, Monte Conca, Rocca Aquilia, Pizzo Menta 

Livello di Tutela 3

- miglioramento della fruizione pubblica delle aree archeologiche;

- tutela secondo quanto previsto dalla normativa specificata dalle Norme per la componente “Archeologia” e dalle prescrizioni e limitazioni di cui ai rispettivi decreti e dichiarazioni di vincolo.

e. Paesaggio naturale/seminaturale dei versanti delle Rocche di Tullio e dei siti di rilevante

interesse paesistico-ambientale Calanchi di Cozzo Rosso, Rocca Spaccata, Monte

Caccione, Rocca S. Marco, Calanchi del Vallone Frana dei Morti, Rocca Grande e

Serra dei Morti, Serra del Palco, Riserva Naturale Monte Conca

Livello di Tutela 3

- tutela delle emergenze geologiche e biologiche;

- conservazione delle formazioni vegetali e prevenzione dagli incendi;

- attuare la conservazione del patrimonio naturale esistente attraverso il monitoraggio e la manutenzione e favorire interventi di rinaturalizzazione e di sostituzione delle specie vegetali alloctone con specie autoctone, al fine del potenziamento della biodiversità;

- favorire la formazione di ecosistemi vegetali stabili in equilibrio con le condizioni dei luoghi, ai fini della salvaguardia idrogeologica, del mantenimento o costituzione di habitat in un’ottica integrata di consolidamento delle funzioni ecologiche e protettive;

In queste aree non è consentita la realizzazione delle seguenti attività:

- la variazione di destinazione urbanistica per la realizzazione di insediamenti, impianti, attività produttive;

- le nuove costruzioni e l’apertura di strade;

- la realizzazione di infrastrutture e reti;

- la realizzazione di tralicci, antenne per telecomunicazioni, impianti per la produzione di energia anche da fonti rinnovabili;

- l’apertura di nuove cave.

f. Paesaggio naturale/seminaturale dei fondivalle di pregio dei Fiumi Platani e Gallo d’Oro

Livello di Tutela 3

- salvaguardia dei fondivalle di pregio ambientale;

- recupero paesaggistico-ambientale ed eliminazione dei detrattori.

In queste aree non è consentita la realizzazione delle seguenti attività:

- la variazione di destinazione urbanistica per la realizzazione di insediamenti, impianti, attività produttive;

- le nuove costruzioni e l’apertura di strade;

- la realizzazione di infrastrutture e reti;

- la realizzazione di tralicci, antenne per telecomunicazioni, impianti per la produzione di energia anche da fonti rinnovabili;

- l’apertura di nuove cave.

g. Aree Boscate

Livello di Tutela 3

- tutela delle emergenze geologiche e biologiche;

- potenziamento delle aree boscate, progressivo latifogliamento con specie autoctone, prevenzione dagli incendi;

- valorizzazione delle aree boscate anche in funzione ricreativa.

- attuare la conservazione del patrimonio naturale esistente attraverso il monitoraggio e la manutenzione e favorire interventi di rinaturalizzazione e di sostituzione delle specie vegetali alloctone con specie autoctone, al fine del potenziamento della biodiversità;

- favorire la formazione di ecosistemi vegetali stabili in equilibrio con le condizioni dei luoghi, ai fini della salvaguardia idrogeologica, del mantenimento o costituzione di habitat in un’ottica integrata di consolidamento delle funzioni ecologiche e protettive;

- creazione di itinerari naturalistici anche ai fini della fruizione del patrimonio storico culturale e di antichi tracciati viari e/o sentieri.

In queste aree non è consentita la realizzazione delle seguenti attività:

- realizzazione di infrastrutture e reti;

- realizzazione di tralicci, antenne per telecomunicazioni, impianti per la produzione di energia anche da fonti rinnovabili;

- nuove costruzioni e l’apertura di strade e piste, ed eccezione di quelle necessarie al Corpo Forestale per la migliore gestione dei complessi boscati e per le proprie attività istituzionali.

Alle aree di rispetto dei boschi di cui alla L.R. 16/96 e s.m.i. si applicano le disposizioni di cui al Livello di tutela 2, ad eccezione delle aree ricadenti nelle zone “B” dei vigenti PRG, per le quali si applicano le disposizioni del Livello di tutela 1.