Comunicati stampa

Muro del ricordo

Approvato con delibera di Giunta Comunale una modifica al regolmento di polizia mortuaria.
 
Con delibera n° 92 del 22/10/2009 la Giunta comunale su proposta del Vice Sindaco Nino Pardi ha modificato il regolamento di polizia mortuaria all'art. 7 comma 4, istituendo "Il muro del ricordo".
La modifica che non è altro che l'aggiunta del comma 4bis recita in questo modo:
"In appositi spazi murali individuati dal Sindaco, a domanda di chiunque vi abbia interesse, sono collocabili lapidi a ricordo di defunti nativi di Sutera o cui resti mortali sarebbero accoglibili nel cimitero a norma del presente regolamento, sepolti altrove, in Italia o in altri Stati. Le lapidi, di marmo travertino e di dimensione di cm. 50 di larghezza per cm. 40  di altezza, recano la fotografia del defunto, i suoi dati anagrafici ed il luogo ove è sepolto, scritti con caratteri in bronzo e sono ornabili con un vaso portafiori. I riquadri sono scelti dagli aventi diritto secondo ordine cronologico delle domande e nei limiti delle disponibilità. Si applicano, in quanto compatibili, tutte le norme previste a carico dei concessionari di sepolture private."
 
Praticamente chiunque può commemorare un proprio defunto sepolto in una altra città acquistando per 99 anni uno spazio per 250,00 euro in questo muro posto all'interno del cimitero. Affinchè queste modifiche al regolamento siano operative bisogna attendere l'approvazione del consiglio comunale.
 
La proposta di delibera ha le seguenti premesse:

Considerato che il culto ed il rispetto dei morti, riguardati sotto il profilo della religiosità o della laicità,  sono da sempre patrimonio dell’uomo che nel tempo l’ha espresso e manifestato mediante simboli, riflessioni filosofiche, artistiche ed opere materiali,  sintetizzato nelle seguenti riflessioni:

“La morte tutto appareggia e il sonno dei morti non è men duro se la tomba è fastosa.”

La morte è per l’uomo la fine di ogni forma di vita; ma la corrispondenza di amorosi sensi tra vivi e morti testimonia il perpetuarsi della tradizione che diviene, indifferentemente per convinzioni religiose o filosofiche, concezione di una immortalità acquietante.

Le tombe sono inutili ai morti, ma sono necessarie, sacre alla religione del ricordo, perché destano affetti virtuosi lasciati in eredità alle persone dabbene; solo i malvagi che si sentono immeritevoli di memoria, non la curano.

Atteso che il vigente regolamento di polizia mortuaria lega il ricordo alla “materia” della tomba; ma il passaggio al sonno eterno quasi mai recide gli affetti virtuosi lasciati in eredità a tutti i vivi e forse di più a quelli che fisicamente sono lontani dai sepolcri;

Considerato che in questa comunità, caratterizzata da un alto tasso di emigrazione, lo smembramento delle famiglie accentua il bisogno della “corrispondenza degli amorosi sensi” tra i vivi e morti, per effetto della materiale distanza dei viventi dal sepolcro che ben può essere testimoniata con l’apposizione di lapidi nel cimitero quando la sepoltura è in altro luogo;

Ritenuto di dovere permettere, ai viventi interessati, la rappresentazione del legame ideale con i loro affetti nel cimitero comunale anche nel caso in cui la sepoltura dei propri cari sia avvenuta in altri luoghi, dell’Italia o dell’estero.

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